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Caffè: salute e controindicazioni

Il caffè rappresenta un’abitudine e un momento di piacere; nel momento in cui i medici lo impediscono, è proprio difficile rinunciare!

Il caffè assunto in molte dosi può causare ansietà, nervosismo e soprattutto difficoltà nel recupero del sonno, infatti diminuisce gli stati di sonnolenza, ma può anche generare un ritardo nella comparsa del sonno, ciò può accadere sopratutto agli individui che sono poco abituati ad assumerlo.

Per limitare l’effetto stimolante della caffeina non bisogna prendere il caffè lungo anziché ristretto, almeno che non sia stato allungato con sola acqua calda. Questo perchè il caffè lungo comprende più caffeina, in realtà l’espresso del bar, per effetto della veloce preparazione, rispetto al caffè fatto con la moka contiene meno caffeina. L’unico caffè che non ha caffeina è il decaffeinato, che deve comprenderne meno dello 0,1% se tostato oppure meno dello 0,3% se solubile, con riferimento alla sostanza secca.

La caffeina è chiamata in causa dall’origine di vari effetti, che possono essere sia positivi e in parte negativi. Qiantità inferiori ai 300 mg di caffeina al giorno sono tollerabili con la salute della maggior parte di persone adulte.

Gli effetti negativi della caffeina

– se questa bevanda è presa a digiuno, può fare nascere bruciori ed acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo  e esofagite.

– Può provocare aritmie, tachicardia e ipertensione.

-Ha effetti ansiogeni originando tremori, insonnia ed eccitabilità.

– Diminuisce l’assorbimento di calcio e ferro.

– Può provocare emorroidi o altri fastidi alla mucosa anale.

– Gli effetti negativi accrescono quando il caffè viene associato ad altre droghe psicoattive come l’alcol o anche il tabacco.

Il consumo del caffè tradizionale va diminuito o sostituito con quello decaffeinizzato, nei casi di: gastriti ipersecretive, ipercolesterolemia, ulcera peptica, ipertensione arteriosa e aritmie cardiache, malattia da reflusso, dispepsia, abuso di alcol, fumo o altre sostanze psicoattive, cardiopatia ischemica, gravidanza (non più di 2 tazzine al giorno), mastopatia fibrocistica e molte altre patologie.

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